Da dove sono partito?
Le persone che si rivolgono ad uno psicoterapeuta spesso hanno problemi con la dimensione del Tempo.
Se sono esposte troppo in avanti e cioè verso il futuro, sono ansiose mentre se sono esposte troppo verso il Passato rischiano la depressione. Se sono sbilanciate sul Presente rischiano di diventare o fobiche od ossessive.
Questi sbilanciamenti generano un’incapacità di vivere il presente in maniera naturale ed efficace e cioè di fruire delle opportunità che la vita offre ogni giorno a tutti indistintamente, anche nei giorni che consideriamo “giorni no”.
La stessa perdita del Presente la si riscontra in chi, essendo troppo orientato al Passato, vive come se fosse ancora veramente nel Passato e così accade che sentimenti e pensieri del Passato si ripresentino in continuazione e si sovrappongano al tempo Presente impedendone una chiara visione.
È facile notare che l’ansia di chi è sempre di corsa porta quasi inevitabilmente ad una condizione di insoddisfazione: il Tempo non basta mai, le cose non vengono fatte come si dovrebbe o vorrebbe. Inoltre sente in continuazione la minaccia dell’urgenza, l’insicurezza rispetto al domani.
Il “non fare” è spesso considerato perdere tempo, lasciare il campo agli altri, rimetterci di tasca propria, non sfruttare le opportunità, gettare alle ortiche tutto un bene che, con qualche sforzo, si potrebbe cogliere traendone un grande vantaggio.
Ma come riconoscere in quale nuova direzione muoversi? Come riuscire a comprendere quali potenzialità non abbiamo ancora espresso? Come capire se è il tempo giusto per agire in una certa maniera o se sia opportuno attendere?
La P+ è una condizione psicofisiologica di benessere che si raggiunge senza sforzo.
Si tratta di una condizione di profondo contatto con il Sé e di scarsa attenzione a tutto ciò che ci sta intorno.
Dicevamo che è una sospensione, e come tale può realizzarsi in un attimo o in un tempo prolungato, a tratti o a momenti. Se i momenti sono ravvicinati nel tempo, la condizione fra l’uno e l’altro è di calma e tranquillità. Se i momenti sono fra loro distanti, la vita scorre normalmente fra l’uno e il successivo, in una continua alternanza di impegno e riposo, tensione e distensione.
Può essere utile segnalare come persone differenti che sperimentano la P+ possano riferire in modo diverso la loro condizione. Qui di seguito vengono riportate le descrizioni che più frequentemente si possono incontrare quando si chiede: tu come descriveresti la P+?
Si tratta di:
intuizione
momento
flash
condizione
passaggio
incontro
sospensione
stato
esserci
abbandono
sensazione
A proposito di tempo e di velocità, è evidente che un tempo accelerato impedisce di riflettere, di fermarsi per riposarsi e riprogrammarsi. È evidente che, quando desideriamo vedere riflessa la nostra immagine allo specchio, c’è bisogno di passarci lentamente davanti. Ma se vogliamo vedere ancora meglio la nostra immagine, sarà bene fermarsi proprio davanti allo specchio.
FERMARSI
- Fermarsi vuol dire
- sospendere per un certo tempo l’azione
- creare la possibilità di guardarsi intorno anziché correre e vedere solo l’obiettivo
- poter pensare veramente a ciò che si sta vivendo o facendo
- guardarsi indietro e considerare il tratto di strada percorso
- sentire quanta energia abbiamo ancora in corpo
- sentire quanto stanchi siamo e dare importanza all’Essere piuttosto che al Fare
- poter realizzare con tranquillità quanto manca al raggiungimento della meta
- poter prendere fiato, riflettere su tempi e metodi adottati e da adottare
- poter considerare tutti i fattori implicati, poter rifare la scala delle priorità
- assaporare qualche cosa di diverso rispetto al fare – fare della routine quotidiana.